IDN INVESTIGAZIONI è un'agenzia investigativa operativa su tutto il territorio campano, che supporta da anni le aziende nella lotta all’assenteismo, effettuando investigazioni volte a verificare se l’assenza del lavoratore dal posto di lavoro è giustificata o meno. L’agenzia investigativa IDN INVESTIGAZIONI effettua indagini mirate alla raccolta di prove certe e valide in giudizio per dimostrare l’assenza ingiustificata dal lavoro del dipendente e la sua condotta talmente grave da ledere il vincolo fiduciario lavoratore-datore.

I casi di assenteismo più diffusi in Italia e dei quali noi ci occupiamo sono:



Licenziamento per uso scorretto permessi ex legge 104/92

I permessi retribuiti ex legge 104/92 spettano ai lavoratori dipendenti disabili in situazione di gravità, ma anche al genitore, al coniuge, ai parenti o agli affini entro il secondo grado, a patto che utilizzino questi permessi per assistere il familiare disabile.

L'agevolazione consiste in tre giorni di permesso ogni mese per prestare assistenza al familiare con disabilità in stato di gravità. A seconda dell'ente previdenziale è inoltre possibile frazionare in ore queste tre giornate di permesso.

La scorretta fruizione dei permessi ex Legge 104 del 1992 è motivo di licenziamento per giusta causa da parte del datore di lavoro. Chi utilizza in modo improprio i permessi, cioè non li usa per fornire assistenza al familiare portatore di handicap grave o ridotta autonomia, ma per altri scopi, anche personali, è quindi passibile di licenziamento.



Licenziamento per Finta Malattia del Dipendente

Uno dei problemi che maggiormente affligge le aziende italiane è quello della malattia simulata da parte dei dipendenti.

Sulla base degli esiti delle visite mediche fiscali, in Italia si stima che ogni anno le assenze dal lavoro dei dipendenti per falsa malattia siano circa il 20% del totale. Alla luce del fatto che la spesa per la copertura delle assenze per malattia erogata alle aziende italiane dall'INPS è di circa 2 miliardi di euro all'anno, questo significa che i dipendenti che si fingono malati costano all'INPS, ed ai cittadini italiani, circa 400 milioni di euro.

Senza contare che il fenomeno della finta malattia provoca anche importanti cali di produttività alle aziende.

La falsa malattia può portare al licenziamento per giusta causa o giustificato motivo del dipendente nel caso in cui il lavoratore abbia comportamenti incompatibili con la malattia o che possano ritardarne la guarigione. In questi casi, infatti, si verifica una violazione dei doveri di fedeltà, buona fede e correttezzainerenti il rapporto di lavoro subordinato, e viene meno il legame di fiduciaintercorrente con il datore di lavoro.



Il Licenziamento per Giusta Causa

Il datore di lavoro può licenziare per giusta causa dipendenti e dirigenti nel caso in cui si verifichino delle particolari situazioni tali da compromettere in modo irrimediabile il rapporto di fiducia tra dipendente e datore di lavoro. Queste situazioni, che riguardano la condotta del lavoratore, devono essere talmente gravi da non permettere la prosecuzione del rapporto di lavoro, neppure a titolo provvisorio (per questo motivo si parla anche di "licenziamento in tronco", perché senza preavviso).

A puro titolo di esempio, alcuni dei motivi che possono portare al licenziamento per giusta causa sono:

  • simulazione di un infortunio o di una malattia
  • furto di beni aziendali
  • rifiuto reiterato del lavoratore a eseguire una determinata prestazione
  • false timbrature dei cartellini segnatempo
  • uso scorretto dei permessi di lavoro retribuiti (Legge 5 febbraio 1992, n. 104)
  • perdita dei requisiti per la cassa integrazione guadagni (CIG)
  • comportamenti violenti sul luogo di lavoro
  • condotta extra-lavorativa penalmente rilevante da parte del lavoratore



Licenziamento per Assenteismo dal Lavoro

In ambito lavorativo il termine assenteismo viene utilizzato per identificare il comportamento dei lavoratori che si assentano abitualmente, o comunque in modo frequente, dal posto di lavoro per un periodo di più giorni per propria volontà e in modo ingiustificato.

La principale causa di assenza ingiustificata dal posto di lavoro è la malattia (vera o finta), ma l’assenteismo può anche essere dovuto al cattivo clima lavorativo, alla mancanza di comunicazione con i colleghi e i superiori, o anche alla disaffezione dal lavoro. In alcuni casi, inoltre, il dipendente assenteista si reca a svolgere un altro lavoro, a volte in concorrenza con l’azienda per cui lavora.
Secondo la normativa italiana il solo fatto di essere assente in modo ingiustificato dal lavoro non giustifica il licenziamento disciplinare del lavoratore, in quanto è necessario che la condotta scorretta del dipendente sia grave al punto da ledere il vincolo fiduciario tra lo stesso e il datore di lavoro.

Il lavoratore assenteista può essere licenziato per giusta causa (quindi senza preavviso) nel caso in cui la sua condotta sia ritenuta talmente grave da non consentire la prosecuzione del lavoro, neppure provvisoria, in quanto è venuto meno il vincolo fiduciario tra lavoratore e datore di lavoro.

Per quanto riguarda il licenziamento per giustificato motivo, invece, può essere di tipo soggettivo, quando si verifica un notevole inadempimento degli obblighi contrattuali da parte del lavoratore, oppure di tipo oggettivo, per ragioni inerenti all’attività produttiva, all’organizzazione del lavoro e al regolare funzionamento dell’azienda.

 

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